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Lettera di diffida a firma di Gianni Forti (zio di Chico Forti) nei confronti di Marco Strano

Mail inviata il 21 gennaio 2013 in seguito ad una serie di post pubblicati sul profilo Facebook dello Strano in cui lo stesso faceva largamente intendere (mentendo) di stare volgendo indagini autorizzate sul caso di Chico Forti

Alla cortese attenzione dell’egr. sig. Marco Strano

Egr. sig. Strano,

ho visto alcuni post recentemente pubblicati da parte sua all’interno del suo profilo facebook in cui sostiene di aver inviato dei suoi presunti collaboratori a Miami per raccogliere informazioni relative all’omicidio di Dale Pike, di cui è stato ritenuto responsabile mio nipote Enrico “Chico” Forti, condannato all’ergastolo senza condizionale per questo delitto.

Lei ha scritto testualmente:Non mi fido dei giornali italiani. I nostri sono andati direttamente a Miami a raccogliere informazioni“.

Io non so quanto lei sia informato sulla vicenda. Presumo che abbia attinto le sue notizie dai giornali italiani o da servizi televisivi che ultimamente si sono occupati del caso.

In tutti i casi avrà sentito o letto che la Procura di Miami da ormai quindici anni sta osteggiando in qualsiasi modo ogni tentativo di ottenere la revisione del processo di Chico Forti.

Ultimamente si è dato incarico ad un nuovo studio legale per una ulteriore istanza di revisione.

Lei quindi dovrebbe comprendere che qualsiasi iniziativa non autorizzata dalla famiglia, potrebbe essere molto dannosa in un momento così cruciale e molto deleteria ai fini che ci si propone.

Sul punto ritengo doveroso segnalarle una serie di circostanze, peraltro già ben note anche pubblicamente:
– nel 2009 la famiglia ha ufficialmente incaricato la Dott.ssa Bruzzone (e la sua equipe di esperti forensi) ed il Prof. Imposimato, avvocato italiano di Chico Forti (la cui storia professionale ritengo non abbia bisogno di ulteriori delucidazioni) per l’analisi del caso e li ha debitamente autorizzati ad accedere ad ogni atto prodotto sia durante la fase investigativa che processuale;
– nel giugno del 2012 è stato ufficialmente consegnato alle autorità italiane (nella persona del ministro Giulio Terzi) il report ufficiale sulla vicenda a firma della Dott.ssa Bruzzone e sottoscritto anche dal Prof. Imposimato;
– le Autorità Italiane hanno avuto così modo di verificare, dati alla mano, attraverso la lettura del report della Dott.ssa Bruzzone (estremamente ampio e dettagliato) la reale portata della situazione e ci hanno già garantito il massimo supporto.
Le chiarisco pertanto che solo ed esclusivamente la Dott.ssa Bruzzone ed il Prof. Imposimato (oltre al sottoscritto, al nuovo collegio legale americano ed al Sig. Roberto Fodde) godono della possibilià di parlare a nome e per conto di Enrico Forti e di svolgere indagini per suo conto debitamente autorizzati. Nessun altro. Del resto mi appare improbabile che lei non conosca come funziona la procedura in tali vicende. Lei non dovrebbe ignorare che non è possibile operare in tali scenari senza essere in possesso di un incarico ufficiale della famiglia, previsto non solo dalla legge italiana ma anche statunitense.

Purtroppo tanta gente ha parlato o scritto sul caso di Chico Forti senza una diretta e specifica informazione, per cui molte situazioni sono state distorte o raccontate diversamente da come si sono svolti realmente i fatti (ad es. Giornalettismo).

Mi auguro che lei comprenda la delicatezza del momento. Iniziative come quella che lei dice di aver intrapreso, potrebbero creare delle difficoltà enormi in questa importante battaglia per dimostrare l’innocenza di Chico Forti e avere finalmente Giustizia.

Cordiali saluti.

Gianni Forti, a nome di Chico e della sua famiglia