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Droga sesso e falso sequestro Lapo Elkann, Bruzzone: “Non mi stupisce. Rischiò la vita, ora il carcere”

Intervista del 29 novembre 2016

Droga sesso e falso sequestro Lapo Elkann, Bruzzone: “Non mi stupisce. Rischiò la vita, ora il carcere”

“Questa persona ha bisogno di aiuto”. Così la criminologa Roberta Bruzzone nell’intervista a IntelligoNews commenta il caso di falso sequestro di Lapo Elkann che, secondo la stampa statunitense, sarebbe motivato da “droga e sesso” in quel di New York. Una vicenda al limite del surreale, con “falsa denuncia” per un sequestro simulato. È con questa accusa che, secondo diversi quotidiani statunitensi, Lapo Elkann è stato arrestato e poi rilasciato dalla polizia di New York. Obiettivo della simulazione, ottenere dalla famiglia 10mila dollari dopo aver trascorso due giorni a Manhattan in compagnia di una transessuale. Il New York Daily News, il Daily Mail, la Cbs e il Daily Beast riportano che il rampollo di casa Agnelli si è fatto anticipare una somma di denaro dalla escort per acquistare droga, con la promessa di restituirli. Di qui, secondo le fonti di polizia citate dai media, l’idea di simulare il sequestro e chiamare la famiglia sostenendo che era tenuto in ostaggio e chiedendo appunto 10mila euro per essere rilasciato.

La stampa statunitense, questa la fonte, parla di falso sequestro con richiesta da 10mila dollari. Siamo davanti a un reato importante?
“Certo, è un reato grave. In America non si gioca con questo, rischia tanti anni di carcere il rampollo della famiglia Agnelli. Secondo me questa persona rischia di avere ancora delle problematiche che la sua famiglia non può ignorare. Ovviamente è un reato anche in Italia, stiamo parlando di sequestro di persona”.

Nel 2005 Lapo Elkann rischiò la vita. 

“Fermo restando che la ricostruzione è per ora quella dei media, diciamo che non mi stupirebbe più di tanto visto proprio quanto successo già in passato. Ancora una volta lo scenario somiglia a quello precedente. Arrivare a simulare un sequestro di persona come l’accusano – e sembra addirittura con una richiesta di denaro – è sicuramente grave. Non vorrei ricordarmi male, ma credo che negli Stati Uniti la pena vada dai cinque ai 10 anni di carcere. Non so bene cosa abbia pensato, ma forse nella sua interpretazione della realtà non credeva che i familiari chiamassero la Polizia. Non faccio fatica a credere che questa situazione possa pesare anche a loro, di certo questa persona ha bisogno di aiuto”.
Cosa scatta nella testa di una persona che ha già rischiato di morire quando finisce per ripetere simili situazioni? 
“È ciò che scatta nella mente di qualunque persona con dipendenze gravi, per sedare i demoni interiori c’è bisogno di ricorrere alla chimica. Non riescono a contenersi, ad affrontare certi aspetti personali senza questo tipo di sostanze che servono per ingannare il proprio vissuto. Anche da parte di chi ha già messo in atto condotte estreme spesso e volentieri”.
Parliamo di una persona che appartiene a una certa famiglia, la cui ricchezza è oggettiva. Esiste un legame tra droga e agiatezza?
“Questo tipo di problemi sono diffusi in ogni ordine e grado della popolazione. Quando però la vita ti ha sorriso, dandoti ogni tipo di possibilità e occasione, arrivare a tali estremi è meno spiegabile. Non parliamo di soggetti che si drogano per sottrarsi alla miseria, ci si può trovare di fronte a persone annoiate da quello che hanno. Non metterei Lapo Elkann sullo stesso piano di altri soggetti che possono arrivare sì in queste situazioni con ben altri percorsi. Soprattutto per quanto riguarda le famiglie molto potenti, invece, le generazioni successive a volte tendono a bruciare quanto è stato creato precedentemente. Non sarebbe la prima volta…”.