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Il nuovo libro

Il mio nuovo libro: in uscita a luglio 2018 e puoi già ordinarlo in tutte le principali librerie.

In formato cartaceo ed eBook

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…  Ed è stato lì nella sua stanza che la morte è entrata, lì, accanto alla sua scrivania l’ha colta di sorpresa e non le ha neppure lasciato il tempo di difendersi. Nada infatti non presenta nessuna lesione da difesa. Altro dato estremamente significativo per chi è chiamato a ricostruire la criminodinamica in casi come questi e deve cercare di individuare, in primis, l’esistenza di un possibile rapporto di conoscenza tra autore e vittima.

Non è facile calarsi nella mente di Nada, ricostruire il turbinio di pensieri che deve aver attraversato la sua mente una volta realizzato pienamente il pericolo che stava correndo per mano di una persona che certo lei non aveva mai considerato una minaccia…

Per amore di Verità e Giustizia, questo libro è dedicato a Nada e a tutti coloro che, come noi, non intendono dimenticarla.

Chi ha lavorato al caso lo conosce come “Procedimento penale 229/96/mod21” perché questa definizione asettica ed impersonale è tutto ciò che rimane dei sogni, delle fantasie e della voglia di scoprire il mondo di Nada Cella, una ragazza di appena 24 anni che ha trovato la morte in un luogo che lei riteneva sicuro, il suo posto di lavoro. Ma si sbagliava Nada anche se certo non avrebbe mai potuto immaginare cosa le sarebbe accaduto una giornata come tante altre, all’apparenza.

Il suo ultimo giorno di vita.

E partiamo proprio da lì, da quella mattina di lunedì 6 maggio 1996. Siamo nello stabile di Via Marsala 14/5, siamo lì insieme a Nada mentre incontra il suo aggressore. Siamo in grado di descrivere ogni suo gesto, ogni suo pensiero. Perché è questo che fanno i Profilers quando ricostruiscono ciò che è accaduto sulla scena di un crimine violento.

Il compito è arduo, ma per far sì che Nada e la sua famiglia abbiano finalmente Verità e Giustizia, dobbiamo riuscire ad essere il più precisi possibile. E siccome riteniamo assai probabile che l’assassino di Nada (che al momento non ha un volto, non ha un nome e non ha neppure una chiara collocazione di genere…per essere più chiari, allo stato non possiamo certo escludere che l’autore di una simile barbarie possa essere di sesso femminile…), faremo del nostro meglio per metterlo, o metterla, una volta ancora a confronto diretto con l’abominio commesso.

No, non ci può essere tregua per chi, ne siamo certi, è rimasto prigioniero della colpa, della sua colpa, per ben 22 anni.